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Testo: A. Ventola | Fotografie: E. Turienzo | Editore: Syndicom | Data: 7 novembre 2014 | PDF

Il nostro viaggio alla scoperta delle tecniche di stampa é giunto al termine. È stato un viaggio emozionante, denso di incontri inaspettati e sorprese, un’avventura che ci ha consentito di espandere le nostre conoscenze ed esplorare in largo l’universo nobile della stampa. L’ultima tappa dell’Asian Print Expedition é un ritorno alle origini, la chiusura del cerchio: Fabriano, prima cartiera europea, e la pregiata filigrana italiana.

Diffusione della carta

Vi sono diverse versioni riguardanti il significato del nome Fabriano. Per alcuni si tratta di una derivazione naturale dal nome di battesimo del proprietario del fondo su cui venne eretta la città stessa, per altri trae origine dalla vicinanza col monte Fabriano. L’opinione più diffusa vuole che il comune in provincia di Ancona ricavi il suo nome dalla mescolanza dei termini latini faber (fabbro, il mestiere principe che si svolgeva in città) e Ianus (il fiume Giano, che attraversava il complesso urbano).

Ed é proprio il fiume a rendere alla perfezione il concetto del carattere bivalente di Fabriano: infatti, come il dio Giano, anche la città nelle Marche ha una doppia faccia. Se da un lato é conosciuta come “la città dei fabbri”, dall’altra si é costruita un ruolo di spicco nel panorama delle cartiere mondiali, risultando una delle prime in Europa.

Italia Fabriano Filigrana Museo Carta

Al Museo della Carta di Fabriano, che ha la sua sede all’interno di uno dei più bei complessi monumentali della città – l’antico Convento di San Domenico – incontriamo Francesca, guida esperta nelle tecniche di lavorazione della filigrana.

Italia Fabriano Filigrana Museo Carta

“Qui al Museo della Carta”, spiega Francesca, “è stata ricostruita fedelmente una cartiera medievale, con tanto di mastri cartai illustranti le antiche tecniche di produzione della preziosa carta filigranata a mano“.

“Quand’é cominciata l’affermazione del marchio Fabriano nel mondo?”.
“Già intorno alla fine del 1200 gli artigiani attivi a Fabriano caratterizzavano la propria produzione con marchi di filigrana. Oggi le filigrane rappresentano un’importante testimonianza della perfezione raggiunta dalle cartiere fabrianesi, in particolare per ciò che riguarda la produzione di carte valori”.

Italia Fabriano Filigrana Museo Carta

“Qual é la tecnica usata dalle cartiere fabrianesi?”.
“Le filigrane semplici, dette in chiaro, sono ottenute semplicemente saldando il disegno in ferro al telaio che contiene la pasta di stracci. Ma Fabriano è famosa per le sue filigrane in chiaroscuro. I primi punzoni furono scolpiti sulla superficie di una tavoletta di legno duro, ma nella seconda metà dell’800 si é passati alla tecnica della cera perduta. Essa consiste nell’incidere contro luce una lastra di cera. L’incisore, asportando la cera con appositi bulini, crea piani e tratti più o meno elevati determinando così tutte le minime sfumature che compongono l’immagine. La cera viene dunque rivestita uniformemente di un sottile strato di materiale terroso refrattario formando la cosiddetta “tonaca”. Esposta ad una temperatura di poco superiore a quella di fusione, la cera si liquefà ed esce dall’involucro nel quale si effettua una colata di bronzo fuso che poi raffreddato costituisce il punzone per il trasferimento dell’immagine sulla tela.

Italia Fabriano Filigrana Museo Carta

Con i primi anni del XX secolo, la tecnica della preparazione dei punzoni ha utilizzato il processo elettrochimico di galvanoplastica. Dall’originale in cera, per mezzo di un bagno galvanico, vengono ricavati un positivo e un negativo in rame che, a loro volta, servono a trasferire per pressione l’immagine sulla tela metallica. A questo punto la tela viene cucita con altre tele che fungono da supporto e da rinforzo ed è ormai pronta per l’ultima fase della lavorazione che coincide con quella della carta a mano”.

Al termine della spiegazione Francesca ci mostra i diversi settori del museo, che si contraddistingue per unire sapientemente la parte teorica a quella sperimentale.

“Vengono numerosi studenti a farci visita”, sottolinea Francesca. “È infatti possibile partecipare a varie attività didattiche, anche residenziali, improntate sulla lavorazione di carte a mano filigranate, con dimostrazioni dal vivo, l’analisi di forme e filigrane antiche, e presentazioni audiovisive sulla storia della carta a Fabriano”.

Terminata la nostra visita al Museo della Carta di Fabriano ci rendiamo conto, con ineluttabile chiarezza, che il nostro viaggio alla scoperta delle tecniche di stampa é concluso. E con esso, si é aperta in noi una voragine, un buco nero che ha risucchiato le informazioni, le persone e le tecniche apprese, trasformandole in una nuova sete di sapere, un’ulteriore passo in direzione di una conoscenza talmente vasta da poter essere solo accennata, nostro malgrado.

La Pia Università dei Cartai
La Pia Università dei Cartai è la continuatrice diretta senza interruzioni ne rinnovamenti, della gloriosa corporazione medioevale, l’interprete della secolare tradizione cartaria, erede e divulgatrice dei valori più autentici e peculiari della storia e dell’economia di Fabriano.

Gli elementi di sicurezza nelle banconote Euro
Nelle cartiere di Fabriano viene prodotta la pregiata carta dell’Euro. La banconota contiene alcuni dei migliori sistemi anticontraffazione: oltre alla filigrana, sono presenti fili di sicurezza (che possono contenere codici e testi personalizzati rilevabili solo con appositi decodificatori), fibre (distribuite casualmente o posizionate a bande), coriandoli (visibili colorati, iridescenti o invisibili fluorescenti), pigmenti rilevabili elettronicamente, sensibilizzazioni con sostanze chimiche, stampa serigrafica con inchiostri perlescenti e ologrammi (serie di solchi microscopici realizzati su un supporto, che quando sono illuminati rilevano un’immagine o un disegno).