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Testo: A. Ventola | Fotografie: E. Turienzo | Editore: Syndicom | Data: 7 novembre 2014 | PDF

Il viaggio alla ricerca di calligrafi e stampatori prosegue. Nella capitale cinese conosciamo Ruan Zhongua, professore di Storia dell’Arte e calligrafo, il quale, oltre ad illustrarci i connotati storici della lingua cinese, ci presenta due suoi amici archeologi con i quali trascorriamo un’intensa giornata all’insegna dell’arte.

Cina calligrafia Ruan Zhongua

Pechino non è esattamente come la immaginavamo.
La nostra proiezione mentale vedeva nella capitale una terra grigia e devastata dall’inquinamento, una sorta di città post-atomica dove gli abitanti non escono di casa senza mascherina e inalatore.
Invece il cielo è straordinariamente azzurro e la primavera cinese è assolutamente perfetta, temperatura calda ma non soffocante, polline che riempie le strade affollate come neve soffice, il piacere di passeggiare senza sentirsi soverchiati da una cupola tossica e spettrale.

Cina calligrafia Ruan Zhongua
Dopo qualche giorno di assestamento e di visita obbligata alla Città Proibita e a Piazza Tiananmen, incontriamo il professor Ruan Zhongua, il quale parla italiano, con un lieve e divertente accento toscano.

“Professor Zhongua, il suo italiano è praticamente perfetto”.
“Vi ringrazio. Ho vissuto dieci anni a Firenze, durante il mio dottorato all’Istituto degli Studi Etruschi e Italici. Ero stato invitato dal governo italiano grazie agli studi che avevo effettuato durante gli anni ’80 sull’arte etrusca. Durante quegli anni, dopo essermi diplomato in Storia dell’Arte in Cina, andai a studiare anche in Francia, all’Università di Parigi 3, laureandomi con una tesi sull’ambiente artistico europeo e cinese”.

Cina calligrafia Ruan Zhongua
“Quali sono le differenze che ha notato tra Occidente e Oriente dal punto di vista della scrittura applicata all’arte?”.
“Per l’occidentale la calligrafia ha un valore prettamente estetico. In Oriente è un mezzo profondo e raffinato utilizzato per diffondere sentimenti, cultura, valori sociali e spirituali. In Cina le belle arti sono quattro, la calligrafia è la principale e da sempre ha influenzato direttamente le altre tre, soprattutto la pittura e la scultura e in modo minore l’architettura. Il concetto è più chiaro in pittura: l’artista cinese non dà un’interpretazione realistica di ciò che vede, come succede invece agli artisti classici occidentali. L’artista cinese assimila il paesaggio dentro sé, torna in studio e dipinge in un momento di spontanea ispirazione ciò che resta nella sua memoria e immaginazione.”

Cina calligrafia Ruan Zhongua Cina calligrafia Ruan Zhongua Cina calligrafia Ruan Zhongua

 

“Quali sono le caratteristiche della calligrafia cinese?”.
“Innanzitutto dobbiamo specificare che la Cina non è la nazione di un solo popolo, ma di 56 popoli, con lingue e metodi di scrittura differenti. L’etnia principale è quella Han, alla quale appartengono il 90% dei cinesi. Nel corso della storia gli Han influenzarono le nazioni attorno al bacino del Mar Cinese, quali Giappone, Corea, Vietnam, Malesia, Indonesia, che a loro volta adottarono la scrittura hanese, parola che ho coniato per trasmettere il concetto. I caratteri hanesi sono idealmente iscritti in un quadrato, non sono alfabetici e constano di tre elementi: la forma, il suono e il senso. Col tempo la scrittura cinese si è evoluta, facendo si che ogni carattere possa essere scritto in forme diverse”.

“Quali sono queste forme?”.
“Ne rimangono cinque fondamentali: la scrittura sigillare (Zhuan), la scrittura dei funzionari (Lishu), la scrittura comune (Kaishu), la scrittura semicorsiva (Xingshu) e la scrittura corsiva (Caoshu). Le forme di scrittura arcaica, ormai inutilizzate, sono incluse nei generi Guwen e Jiaguwen: sono scritte a carattere divinatorio trovate su carapaci e su ossa animali. La scrittura antica evolve nelle forme Jinwen e in seguito Dazhuan, o Zhuan maggiore, incise su metallo, su tavolette di giada e sigilli, dipinte su seta, ceramica e tavolette di bambù. Quando si trattò di stabilire la scrittura ufficiale, l’Imperatore della dinastia Han fece unificare gli stili esistenti, giungendo così allo Zhuan minore o Xiaozhuan”.

“Maestro Zhongua, lei quale forma predilige?”
“Solitamente combino forme diverse nelle mie opere, per creare contrasto, ma essendo anche esperto in sigillografia prediligo la forma sigillare Xiaozhuan, che utilizzo sia per le calligrafie che per i sigilli”.

Cina calligrafia Ruan Zhongua Cina calligrafia Ruan Zhongua

 

Zhongua ci dice che è il momento di una pausa e ci invita a seguirlo a casa dei suoi amici archeologi per il pranzo.
Veniamo così introdotti al signor Tian Cun e a sua moglie Liu Wei, entrambi archeologi con la passione per la calligrafia. Tian Cun e Liu Wei hanno fatto preparare un banchetto reale per il nostro arrivo, un’infinità di portate a base di pesce e carne che ci coglie impreparati.
Terminato il pranzo osserviamo Zhongua e Tian Cun cimentarsi con un’esibizione della loro arte, il primo con una calligrafia in forma Zhuan e il secondo con la pittura di un fiore di loto.
Terminata l’esibizione ci rechiamo nuovamente a casa di Zhongua per i saluti e per “sigillare” l’opera che il professore ci regala.
“È un augurio cinese” sorride Zhongua. “Significa: Il vento di primavera si trasforma in buona pioggia… E la pioggia, per noi cinesi, è sempre sinonimo di felicità. Perché dietro la pioggia, che disseta la terra, c’è sempre il sole. Sempre”.