Seleziona una pagina

Testo: A. Ventola | Fotografie: E. Turienzo | Editore: Syndicom | Data: 17 maggio 2013 | PDF

Il viaggio alla scoperta delle tecniche di stampa prosegue. In Australia incontriamo uno degli artisti più rinomati della West Coast. Dalla Seconda Guerra Mondiale alla rivoluzione del ’68, passando per il boom dell’astrattismo: l’evoluzione di Brian McKay, un artista che ha plasmato le influenze culturali della propria epoca.

La strada è come tutte le altre, dritta e pulita, una rotatoria a tre uscite, alberi potati con precisione certosina, case unifamiliari col giardino, l’orto, la fontana e il barbecue, la totale assenza di rumori, la sensazione che da un momento all’altro possa succedere qualcosa di straordinario, un miracolo o un cataclisma, e una di queste case è quella giusta, quella che cercate.

Australia Brian McKey

Capelli bianchi, dolcevita nero, Brian McKay si presenta con un sorriso largo che scintilla nella penombra del corridoio.

Veniamo accolti con caffè e crostata di albicocche, rompiamo il ghiaccio scambiando quattro chiacchiere prima di recarci nello studio. Lo studio è una rimessa, una casa degli attrezzi piuttosto grande, ed è qui che Brian passa buona parte del suo tempo.

“Come si è avvicinato alla calligrafia, Brian?”

“Quand’ero piccolo, negli anni ’30, e abitavo nella cittadina di Northam, nel Western Australia, le insegne dei negozi e le vetrine erano pitturate a mano e rifinite con foglie d’oro. Anche i documenti e le ricevute erano scritte a mano in corsivo inglese. Durante i miei primi anni di vita subii numerose influenze artistiche dall’ambiente circostante. Inoltre a quei tempi il Western Australia era attraversato dai cammellieri afgani, personaggi fiabeschi che mi iniziarono alla magia della scrittura araba”.

Brian si forma da autodidatta. A 12 anni viene selezionato per rappresentare l’Australia al New York World Fair. Dopo quelle settimane di gloria decise che sarebbe diventato un artista.

“I primi lavori concernevano paesaggi e nature morte. Poi negli anni ’50 comprai una rivista americana d’arte astratta, con opere di Pollock e altri maestri. Non avevo mai visto nulla di simile. Abbandonai il realismo e da quel giorno mi dedicai all’astrattismo, dipingendo figure geometriche e lettere”.

Australia Brian McKey Australia Brian McKey Australia Brian McKey

Brian precisa che, nonostante venga spesso definito uno stampatore, raramente si è occupato di stampa in serie. Nonostante per un determinato periodo abbia insegnato serigrafia, predilige la stampa di singole opere.

Da qualche anno a questa parte i lavori su alluminio costituiscono il suo marchio di fabbrica.

“Qui ho usato la tecnica di mascheratura della serigrafia, incollando sul metallo una plastica rimovibile e ritagliando le parti che intendevo lavorare. Ho graffiato le parti scoperte con una spugna abrasiva, ottenendo degli interessanti effetti tono su tono che cambiano a dipendenza della luce e dei colori che si riflettono. Per ottenere effetti diversi utilizzo smerigliatrice, carta vetrata, lana d’acciaio e il polish. Cambiando la direzione della lavorazione del metallo posso ottenere livelli diversi di rifrazione. In pratica le opere cambiano, a dipendenza del punto di vista, da positivo a negativo, da completo a incompleto. Sono soddisfatto dei risultati perché i quadri sono dinamici, mai uguali”.

Australia Brian McKey Australia Brian McKey

Alcuni dei lavori su alluminio presentano aggiunte di colore a olio.

“Ciò che volevo era sviluppare la nozione di over-painting o traslucidità, dando al materiale una propria identità. L’alluminio si presta bene agli esperimenti, mentre su tela e sul legno non riesco ancora ad ottenere dei risultati validi”.

Brian spiega come altre opere siano realizzate in serigrafia su carta.

“Il quadro con il simbolo greco collocato al centro (vedi foto) è una stampa serigrafica in bianco (con un colore di tipo acrilico abbastanza spesso) su tela bianca. Una volta seccata la superficie stendo del colore ad olio scuro e in seguito pulisco la tela. In questo modo il colore scuro entra nei fori e la stampa rimane luminosa in rilievo”.

Le opere di Brian campeggiano su una parete dell’autorimessa, fra taglierini, pennelli, libri, tubetti di colore e ritagli di giornale. Ovunque si posi l’occhio si può trovare un pezzo di storia, un piccolo spicchio della sua vita, il frammento di un’epoca consumata in prima linea. Mentre ci stringiamo la mano notiamo una scritta in latino che dice: “Et omnis qui credit in me non morietur in aeternum” e chiediamo a Brian se si riferisca a un lavoro che deve svolgere. Ma dal suo sorriso capiamo che il tempo delle domande è finito ed è ora di tornare sulla via. Una via come le altre, ma solo in superficie.

Australia Brian McKey

Biografia
Nasce nel 1926 a Meckering (Northam), nel Western Australia.
Nel 1943 si arruola in marina e uno dei suoi incarichi consiste nel decorare le murate delle navi.
Alla fine della guerra, nel 1946, ritorna in Australia, dove lavora come restauratore e nel tempo libero si dedica alle corse automobilistiche. Ancora una volta viene assoldato per dipingere i numeri sulle auto in gara.
Nel 1964 si trasferisce in Grecia con la famiglia e nel 1966 si sposta a Londra, dove rimarrà per dieci anni. Partecipa ai moti rivoluzionari del ’68 disegnando manifesti politici a Parigi, Londra e in Grecia. Nel 1989 fonda il Perth Institute of Contemporary Art e insegna serigrafia al Fremantle Art Center. Muore nella primavera del 2014. Le sue opere sono rappresentate dalla Galerie Düsseldorf di Perth. www.galeriedusseldorf.com.au