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Testo: A. Ventola | Fotografie: E. Turienzo | Editore: Syndicom | Data: 7 novembre 2014 | PDF

Il viaggio alla ricerca di calligrafi e stampatori continua. Nella regione di Anhui, patria di alcuni dei bottegai più famosi della Cina, visitiamo i luoghi dove ancora vengono prodotti artigianalmente “I 4 tesori dello studio”: carta, pennelli, barrette d’inchiostro e pietre per renderlo liquido.

Cina Tunxi Hu Kaiwen Ink Factory

Il primo tesoro dello studio è nascosto all’interno di Tunxi, pittoresco e vivace distretto della città di Huangshan, un piccolo nucleo urbano caratterizzato da una spiccata passione dei suoi abitanti per la calligrafia e la pittura.
L’obiettivo è rintracciare la Hu Kaiwen Ink Factory, una fabbrica centenaria nella quale viene prodotto il miglior inchiostro solido del mondo.
Per trovarla setacciamo botteghe di artigiani del pennello, incisori e calligrafi dall’esperienza secolare, mossi dalla curiosità e dalla magia che sprigionano le opere dei venerandi artisti tunxiani.
Arriviamo alla Hu Kaiwen Ink Factory in mattinata, nel pieno della sua attività. Il direttore Zhou Meihong – piglio sicuro e sguardo tagliente – controlla il lavoro, coordina i diversi settori e si occupa della vendita. Zhou ci accoglie nell’ampio cortile esterno della fabbrica, anche se definirla fabbrica è alquanto riduttivo:
la sua nascita risale infatti al regno dell’imperatore Qianlong, nel 1782. È il più antico di tutta la Cina ed è considerata China’s Intangible Cultural Heritages.

Prima di mostrarci la catena produttiva, Zhou ci spiega l’origine dell’inchiostro prodotto nella Hu Kaiwen Factory.

“L’inchiostro apparve per la prima volta durante la dinastia Han (206 aC-220 dC), quando la crescente domanda di materiale per la scrittura portò alla sostituzione della granite, troppo costosa e difficilmente reperibile. Il nostro inchiostro è denominato Hui e fu creato dalla famiglia Li che iniziò a produrre le barrette con la fuliggine dei pini delle montagne Huang. I Li perfezionarono la ricetta proveniente dal Nord aggiungendo erbe aromatiche: in questo modo l’inchiostro divenne più spesso, idoneo alla realizzazione di calligrafie raffinate. La ricetta fu successivamente onorata dall’imperatore Li Yu della dinastia Tang (618-907, denominata l’Età d’oro cinese), il quale aprì numerosi laboratori in tutto l’Impero. Oggi le barrette sono ammirate anche per il loro valore estetico e stanno diventando popolari come forma d’arte e oggetto da collezione. L’intero processo di produzione richiede almeno tre mesi di lavoro”.

Durante la nostra visita la “cucina” nella quale viene prodotta la pasta d’inchiostro non è operativa, tuttavia Zhou ci illustra il procedimento.

“L’inchiostro viene prodotto raccogliendo la fuliggine ottenuta bruciando legno di pino, olio di semi o lardo. La stessa viene mischiata con un ingrediente segreto che la trasforma in una pasta consistente. La pasta resta unita grazie a una colla animale, alla quale si aggiunge un conservante per evitarne la decomposizione”.

Zhou ci mostra il secondo locale nel quale gli artigiani si occupano di costruire e incidere le matrici utilizzate per formare le barrette.

Cina Tunxi Hu Kaiwen Ink Factory Cina Tunxi Hu Kaiwen Ink Factory

Da qui accediamo alla terza stanza, all’interno della quale l’inchiostro assume la sua forma definitiva.
L’uomo ha braccia spesse, vene esplosive che pulsano sotto gli avambracci gonfi, si muove rapido e sicuro, restiamo ipnotizzati a fissarlo mentre lavora la pasta, la divide, la pesa, la pone all’interno di forme finemente scolpite, le pressa, estrae le barrette dalle matrici e le ripone sugli scaffali per l’essiccazione.

“Il processo di essiccazione richiede fino ad un anno di tempo”, spiega Zhou “la qualità dell’inchiostro è fondamentale, le barrette derivanti dall’olio rilasciano un colore nero, ideale per la calligrafia, mentre quelle ottenute dal pino sono più morbide e perfette per dipingere. Dalla qualità dell’inchiostro dipende anche la longevità dei pennelli. Sono necessari rispetto e conoscenza degli strumenti che si utilizzano. Il momento in cui il calligrafo scioglie lentamente l’inchiostro sulla pietra, mescolandolo con l’acqua, è l’attimo fondamentale che consente all’artista di concentrarsi su ciò che sta per scrivere. Va da se che ad un ottimo inchiostro è indispensabile abbinare una pietra perfetta che consenta uno scioglimento ottimale del colore”.

Zhou ci accompagna nella stanza dove, una volta asciutte, le barrette vengono decorate a mano. Qui sei donne si dedicano alle rifiniture, pitturando le parti in rilievo con oro o altri colori. Le decoratrici rappresentano il tassello finale dell’intero procedimento.

Cina Tunxi Hu Kaiwen Ink Factory

Terminata la visita, ci invade la consapevolezza che il primo “tesoro” dello studio è molto più di ciò che appare: si tratta di un processo artistico a sua volta, un iter volto a distillare il sacro sangue dell’Arte, per consegnarlo all’immortalità.