Testo: A. Ventola | Fotografie: E. Turienzo | Editore: Syndicom | Data: 7 novembre 2014 | PDF
Il viaggio alla scoperta di calligrafi e stampatori procede. Ci troviamo a Tivoli, in provincia di Roma, per incontrare un giovane esperto del libro antico il cui obiettivo è quello di tramandare alle nuove generazioni la passione per la scrittura antica e le conoscenze per la conservazione di beni dal valore inestimabile.
Villa Adriana è situata sopra i Monti Tiburtini, a una trentina di chilometri da Roma. Ci arriviamo in mattinata e subito, appena varchiamo il portone d’entrata, ci rendiamo conto di essere di fronte alla rappresentazione architettonica imperiale per eccellenza.
Costruita tra il 118 e 138 d.C. dall’imperatore Adriano, la Villa si distribuisce su un’area di almeno 120 ettari: oltre agli edifici residenziali, le terme, i ninfei, e i giardini immensi, la Villa comprendeva anche la biblioteca, fatta costruire dal colto Adriano per se e la sua cerchia di amici.
All’interno di quella che oggi è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco, incontriamo Alessandro Basile, giovane papirologo che gestisce il centro di ricerca ospitato presso la Villa.
“Quello che vedete” dice Alessandro, “È il nuovo centro di ricerca. È tutto in fase di installazione e montaggio perché stiamo facendo da soli. Il finanziamento che il comune ci doveva è arrivato dopo cinque anni. In una fase politica dove le giunte cambiano due volte l’anno potete immaginare la tempistica di approvazione del progetto. Ci siamo salvati per il rotto della cuffia il 21 dicembre”.
“Di cosa vi occupate esattamente presso il centro di Archeologia Libraria e Bibliotecaria?”
“Il Centro propone ai visitatori una vasta collezione di ricostruzioni tecnico – scientifiche di supporti scrittori e documenti librari antichi con particolare riferimento all’epoca adrianea. È un laboratorio di attività sia scientifiche che didattiche. Per il pubblico proponiamo 9 percorsi tematici nei quali vengono ricostruite tutte le fasi salienti del libro antico, dalla riproduzione al restauro dei vari supporti di scrittura (come il papiro, le tavole cerate o le pergamene), allo studio delle varie scritture fino alla produzione dei pigmenti. Una prima visita guidata ai pezzi esposti è seguita da un laboratorio pratico di produzione del papiro. Viene poi sperimentata la scrittura con il calamo e gli inchiostri naturali sui vari supporti, imparando anche come vengono estratti i pigmenti. A livello scientifico invece ci occupiamo di analizzare i documenti antichi e di ricostruire le ricette dei pigmenti al fine di riprodurre i colori nel modo più fedele possibile in vista del restauro. Identifichiamo eventuali malattie del supporto e datiamo i manoscritti in base ai risultati. Il laboratorio collabora con i Laboratori di Ricerca Scientifica dei Musei Vaticani, dell’Academy of Sciences di Washington, della Smithsonian Institution e altri importanti istituti, e si occupa del restauro di documenti librari ritrovati fra gli scavi o conservati nelle librerie e collezioni private del territorio.”
“Quali saranno le modifiche all’impianto grazie al finanziamento ottenuto, Alessandro?”.
“Verrà istituita una biblioteca di epoca classica, in scala, basata sui documenti storici e sugli studi effettuati sulla presunta biblioteca di Villa Adriana. Si tratta, come nell’antichità, di un luogo d’incontro, non quindi di una semplice biblioteca. L’elemento centrale sarà costituito dalla didattica. In più abbiamo acquistato dei macchinari innovativi per l’analisi dei documenti”.
“Come nasce questo progetto? Mi è sembrato di capire che sia una passione di famiglia, la vostra”.
“Sì, la famiglia di mio padre si è sempre occupata di coltivare e lavorare il papiro in provincia di Siracusa. Prima per diletto, poi studiosi ed esperti hanno iniziato a commissionarci opere su richiesta ed è diventato un lavoro. Così negli anni ’70 mio padre si è trasferito a Roma e ha iniziato a diffondere la sua conoscenza attraverso i laboratori didattici e le attività integrative per le scuole. Nel 1979 ci hanno concesso un locale a Villa d’Este, che poi è diventato il Museo del libro Antico. Mio zio lavora tuttora al Cairo come restauratore. Dal 2004 io e mio padre ci occupiamo anche di questo laboratorio didattico di Archeologia Sperimentale qui a Villa Adriana: è nostra premura far conoscere alle persone questo mondo fantastico, soprattutto attraverso la didattica e la sperimentazione diretta: i più piccoli sono i più entusiasti”.
“Avete partecipanti di tutte le età?”.
“Sì, per le università organizziamo un percorso di tre giorni (di mezza giornata ciascuno) nel quale si scopre come venivano realizzati i colori, come scrivevano gli antichi (quindi si scopre l’utilizzo della gomma arabica), i più piccoli posso invece partecipare ai laboratori e sperimentare per qualche ora le tecniche utilizzate un tempo”.
“Vi occupate di interpretare i manoscritti?”.
“La parte epigrafica è trattata in termini puramente tecnici”.
“In questo progetto avete investito tante energie e anche soldi vostri, avete un ritorno positivo?”.
“I laboratori sono gratuiti, ci sono molte scuole che si iscrivono e per noi è importante vedere che le attività pratiche che proponiamo stimolano l’interesse e la curiosità dei ragazzi. Molti di loro intravvede anche nuove possibilità di studio che non aveva neppure preso in considerazione perchè le ignorava. Fra Villa d’Este, Villa Adriana e il nuovo centro Biblos a Tarquina (dedicato alle scritture etrusche) prevediamo un giro di visite attorno al milione e duecentomila. Il periodo tuttavia non è positivo. Il flusso dei visitatori è in calo e l’amministrazione taglia. Abbiamo due grandi complessi architettonici qui a Tivoli. Villa Adriana e Villa d’Este. Pensa che a Villa d’Este fino a poco fa ci allevavano i pesci. C’è un menefreghismo totale dello Stato italiano “.
Ringraziamo Alessandro del tempo concessoci e ci incamminiamo verso l’uscita.
A Villa Adriana c’è poco. Qualche turista, un bar vuoto. E ai margini della reggia tira a campare un discendente di Adriano, al quale l’imperatore, se fosse nato qualche secolo prima, avrebbe almeno riconosciuto la grandezza del suo lavoro.





