Seleziona una pagina

Testo: A. Ventola | Fotografie: E. Turienzo | Editore: Syndicom | Data: 7 novembre 2014 | PDF

Il viaggio alla scoperta di calligrafi e stampatori prosegue. In Cina, nella città di Shenzhen, scopriamo una base internazionale per gli stampatori. Qui gli artisti hanno a disposizione macchinari costosissimi, alloggi gratuiti e tecnici in grado di soddisfare ogni richiesta.

Cina Guanlang Print Base

Al distretto di Guanlan ci arriviamo dopo la solita trafila di metropolitane, taxi e autobus. Quando finalmente siamo alla Guanlan Original Printmaking Base capiamo di essere nel paradiso degli stampatori.
Nel 2006, nel corso di un progetto di tutela di antichi villaggi, il governo cinese decise di promuovere un’iniziativa artistica presso il villaggio di Guanlan: qui viveva uno dei più noti stampatori cinesi, Chen Yanqiao, così il governo optò per trasformare il villaggio Hakka, vecchio più di trecento anni, in un laboratorio artistico.
Da allora sono stati coinvolti più di quattrocento artisti, i quali hanno contribuito, con i loro lavori, a creare una collezione di 31200 opere. Oggi la Guanlan Printmaking Base è divenuta un’attrattiva turistica internazionale, contando all’attivo più di tre milioni di turisti, oltre ad ospitare quattro Biennali della Stampa e cinque forum accademici.

Cina Guanlang Print Base
Dopo aver visitato il villaggio ci rechiamo al Print Workshop, un’enorme laboratorio diviso in 4 aree destinate alla xilografia, all’incisione su metallo, alla litografia e alla serigrafia.

Cina Guanlang Print Base Cina Guanlang Print Base

Qui conosciamo Ingrid Ledent, artista stampatrice belga, presente in qualità di membro della giuria internazionale della quarta Biennale.
Nonostante gli impegni, Ingrid ci concede una rapida intervista.

Ingrid Ledent
“Grazie del tuo tempo, Ingrid. Sappiamo che sei molto occupata”.
“Sì, devo costantemente stare alla pressa. Vorrei terminare le nuove stampe legate alla tematica del tempo, un argomento che mi sta molto a cuore, prima di lasciare il centro”.

“Puoi spiegarci di cosa si tratta?”.
“Ho iniziato a lavorarci dopo aver letto La Durèe di Henry Bergson. Bergson critica la visione newtoniana del tempo, un’analisi meccanica per la quale il tempo è costituito di attimi perfettamente identici, reversibili, misurabili e calcolabili. Per Bergson il tempo è invece associato alla vita reale e dipende dalla natura del soggetto, dalla qualità della vita, ed è costantemente correlato al passato, come un gomitolo di lana che si ingrossa a causa della somma delle esperienze passate a quelle presenti”.

“Come rappresenti questo concetto dal punto di vista grafico?”.
“Disegno delle textures sulla pietra, successivamente riproduco con la fotolitografia immagini della mia pelle e scandisco il tempo con delle linee sovrapposte. La stampa è parte del contenuto e il contenuto è parte del concetto”.
I colori usati da Ingrid sono il bianco-nero e il rosso mattone, colori che Ingrid dice di avere dentro di sé. Le sue opere non sono mai uguali: parte da una base comune, stampa una serie di litografie, le lascia riposare, le rielabora, aggiunge dei dettagli ad una, applica dei video ad un’altra, alcune le trasforma in oggetti tridimensionali…

“È più importante il contenuto o la tecnica?”.
“Puoi avere un’ottima tecnica, ma senza un contenuto valido la tua opera non vale niente. Nella stampa sono necessari entrambi, ma tra un’opera realizzata male con un contenuto valido e un’altra vuota ma ben fatta, scelgo la prima”.

“Come vedi lo sviluppo artistico della stampa oggi?”.
“Vi è una rinascita della stampa: ho più studenti oggi rispetto a vent’anni fa, nonostante questa sia l’era tecnologica. Credo ci possa essere un buon mix tra le due cose”.

“Hai grandi clienti? Lavori per brand importanti?”.
“No, vendo pochissimo e quello che vendo non è commerciale. Insegno e mi occupo dei miei progetti senza cercare di renderli vendibili”.

Cina Guanlang Print Base

“Cosa ne pensi di questo spazio artistico?”
“Il concetto di villaggio per stampatori non è nuovo, in Belgio ne abbiamo uno simile anche se le dimensioni e la qualità dei servizi non sono comparabili. Questi macchinari provengono da ogni parte del globo e sono della più alta qualità: c’è addirittura una pressa americana per xilografie della quale ne esistono solo sedici esemplari al mondo. Ogni macchinario è gestito da almeno un tecnico altamente specializzato, il cui ruolo è esclusivamente quello di assistere gli artisti residenti. Il materiale è gratuito, insieme ai pasti e all’alloggio in una casa tradizionale Hakka. Abbiamo addirittura un autista qualora volessimo spostarci, ma questo posto trasmette un profondo senso di pace, circondato da stagni di loto, foreste di bambù e campagna, che risulta difficile lasciarlo.

“Cosa vogliono in cambio di questi servizi?”
“Invitano artisti famosi per farsi un nome, stanno costruendo un enorme museo dedicato alla stampa e agli artisti chiedono 10 stampe di ogni soggetto prodotto durante la permanenza alla Printmaking Base”.

Salutiamo Ingrid con l’auspicio di rincontrarla a settembre in Belgio, per una visita guidata in una delle città artistiche più dotate al mondo.
Anche se la Cina, dopo questo piccolo assaggio, non sembra essere da meno.

Cina Guanlang Print Base

Biografia
Ingrid Ledent nasce nel 1955 a Brasschaat in Belgio. Dal 1973 al 1978 studia incisione all’Accademia Reale delle Belle Arti di Anversa per poi specializzarsi in litografia presso lo studio di Rudolf Broulim dell’Accademia delle Arti Applicate di Praga. Nel 1981 ottiene il master in litografia ad Anversa e tre anni dopo inizia ad insegnare all’Accademia Reale.
I suoi lavori fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private sia in Belgio che all’estero.

www.ingridledent.be