Testo: A. Ventola | Fotografie: E. Turienzo | Editore: Syndicom | Data: 7 novembre 2014 | PDF
Il viaggio alla ricerca di stampatori e calligrafi procede. Ad Hangzhou, in Cina, visitiamo la Xiling Society of Seal Arts, la più grande e importante accademia nazionale dedicata all’epigrafia e all’incisione di sigilli.

La Cina ci sta lentamente prosciugando, ci rispedisce alle corde come pugili suonati, intacca la nostra pazienza con interminabili viaggi in treno e ardue imprese comunicative con i locali. Il pragmatico e costante sfruttamento del territorio annichilisce le bellezze della nazione e focalizza l’attenzione sul disboscamento e sul controllo della popolazione.
Ma se da un lato il futuro della nazione è oscuro, dall’altro il suo passato è ammaliante.
Nella città di Hangzhou visitiamo la Xiling Society of Seal Arts, situata sul lato ovest della montagna Gushan, non molto distante dallo splendido lago cittadino. Si tratta della prima istituzione accademica nazionale dedicata all’epigrafia e all’incisione di sigilli, e rappresenta un araldo artistico del popolo cinese.
All’Accademia ci accoglie il sig. Wang, uno dei curatori del museo.
“Com’è nata l’Accademia, Sig. Wang?”
“Durante le dinastie Ming e Qing le arti legate alla fabbricazione di sigilli erano prosperose in Cina, specialmente nella regione del Delta del fiume Yangtze, dove tutt’ora vi è una ricca e continua tradizione artistica. Gli artisti provenienti dalle tre più importanti scuole (Hui, Zhe e Hai) fondarono nel 1904 la Xiling Society of Seal Arts, la più grande scuola dedicata all’epigrafia e ai sigilli e l’unica ufficialmente riconosciuta”.

“Vi sono anche molti negozi e commercianti di sigilli e calligrafie all’interno dell’Accademia”.
“Sì, oggi al suo interno abbiamo non solo il museo dei sigilli, ma anche molti negozi specializzati gestiti da artisti: qui studiosi di tutto il mondo si radunano annualmente per discutere di arte, fatto che ha reso la scuola uno dei siti più protetti dal governo cinese”.
“Ci può illustrare le tappe fondamentali della fabbricazione di un sigillo?”
“In un unico sigillo si possono incontrare tre diverse espressioni artistiche:
La prima, detta Zhuanke, è l’arte di incidere la parte funzionale legata alla stampa, intagliando i caratteri alla base del sigillo. I contenuti incisi utilizzano le scritture arcaiche o quella sigillare (zhuan), caratterizzati da uno spessore costante dei tratti, ideali da scolpire.
Nella Dinastia Shang i sigilli iniziarono ad essere usati nei sistemi governativi, rappresentandone l’autorità e il potere. I materiali usati erano prettamente ossa di animali, bronzo e terracotta.
Durante la dinastia Qin, con lo sviluppo dell’architettura cinese, i sigilli vennero usati anche per indicare sulle tegole e sui mattoni il nome dell’impresa e l’anno di costruzione, prima di essere adottati definitivamente nei lavori di pittura e di calligrafia.
La seconda arte consiste nell’incidere i lati del sigillo con lettere o figure. Inizialmente i sigilli governativi e ufficiali presentavano delle semplici annotazioni sulle superfici laterali, quali il proprietario del sigillo, l’artista, la data di realizzazione. Col tempo l’abilità degli artisti li spinse a incidere intere poesie e temi pittorici quali paesaggi, animali o soggetti di vita quotidiana.
La terza è l’arte di scolpire la testa del sigillo, chiamata Niu, ottenendo una piccola scultura. I primi sigilli governativi erano in metallo, quindi difficilmente distruttibili, una metafora atta ad esprimere le qualità del potere governativo. La testa non possedeva molti elementi artistici. Il suo scopo era puramente pratico, serviva ad impugnare il sigillo e si poteva agganciare alla cintura. Nella Dinastia Han si prese ad utilizzare la giada e la testa venne scolpita in modo più elaborato, solitamente a forma di tartaruga o di piramide, simboli di lunga vita e prosperità”.
“Abbiamo notato che molte calligrafie, pitture o libri presenti nei musei presentano un’infinità di sigilli stampati. Qual è il loro significato?”
“Solitamente uno o due timbri – spesso uno positivo e l’altro negativo, come lo yin e lo yang – indicano il nome dell’artista, mentre un altro può essere composto da un commento inerente al contenuto del documento. Tutti gli altri timbri appartengono alle persone che hanno posseduto il documento”.

“Vi è un’epoca d’oro dei sigilli cinesi?”
“La dinastia Song era caratterizzata dall’ascesa dei gruppi di artisti e di scolari, da un’economia prospera, dal commercio, dal bisogno di esprimere se stessi o identificarsi con qualcosa. Quindi i sigilli divennero molto popolari, specialmente per gli uomini d’affari, i quali esigevano il proprio timbro, espressione di importanza e autorità nei negozi. Ma fu nel Medio e Tardo periodo della Dinastia Ming e durante il periodo Kang-Yong-Qian della Dinastia Qing che vennero realizzate le migliori opere”.
“Ci può dire in breve qualcosa riguardo al procedimento?”
“Le tecniche per scolpire i sigilli sono simili a quelle usate per scolpire il marmo, ma lo scultore necessita di abilità e attrezzi specifici per incidere un volume così piccolo”.
Ringraziamo il Sig. Wong e ripercorriamo le vie di Hangzhou, combattuti tra il desiderio di andarcene e quello di restare, per scoprire quali sorprese riserva questa Cina maestosa e, a tratti, inquietante.

