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Testo: A. Ventola | Fotografie: E. Turienzo | Editore: Syndicom | Data: 7 novembre 2014 | PDF

Il viaggio alla scoperta di stampatori e calligrafi continua. Ad Arcidosso, piccolo paesino toscano, incontriamo Michele Guidarini, uno dei maggiori esponenti italiani della corrente del Pop Surrealism.

Italia Michele Guidarini

Ad entrarci, nella tana di Michele Guidarini, pare di scivolare nello scantinato onirico di uno dei suoi personaggi, uno di quei soggetti macrocefali e deformi che splende di luce ironica, sbeffeggiando l’universo materiale e pratico nel quale siamo intrappolati.
È un covo bohemien dove graffiti e fumetti costruiscono un nido colorato, il cancello di un mondo parallelo. La tana sta in una delle tante vie di Arcidosso, comune toscano di quattromila abitanti in provincia di Grosseto.

Italia Michele Guidarini
La viuzza è stretta, incasellata tra edifici storici che riposano all’ombra del castello. La porta in legno si apre cigolando. “Benvenuti” sorride Michele. Braccia tatuate di simboli onirici e chitarre elettriche, Johnny Cash appeso al bicipite sinistro, pantaloncini da skater e Vans psichedeliche, quadri dappertutto, bottiglie di Jack Daniels vuote, la testa di una volpe in peluche con un paio di Wayfarers appesa alla parete della stanza.
Su una parete campeggiano alcuni Obey.
“Quello che guadagno lo spendo acquistando opere d’arte. È un circolo vizioso, ormai”. Michele Guidarini, dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, lavora come grafico e inizia a collaborare con la Mondo Bizarro (galleria internazionale d’arte contemporanea con sede a Roma, nda.) per due anni. Ne scaturiscono un articolo su Rolling Stone e la popolarità nell’ambiente underground della street art. “Ormai quel periodo è lontano. Ho mollato tutto: Roma, la Mondo Bizarro, le mostre a Parigi. Era diventato insopportabile. Ti trasformi in una pedina del mercato e l’arte passa in secondo piano.
Ora vendo solo a qualcuno che è veramente interessato ai miei lavori”.

Italia Michele Guidarini Italia Michele Guidarini
Michele indica alcune tele. “All’inizio dipingevo soprattutto figure o simboli religiosi, personaggi storici come Hitler o Frida Kalo, mescolando sacro e profano, amalgamando il tutto in un frullato di ideologie senza senso, deturpando le immagini per conferirgli un altro significato. Pian piano, però, stava diventando un meccanismo automatico, così sono passato a qualcosa di diverso”.
Srotola una serie di disegni che hanno per protagonisti degli ominidi simili a conigli.
“Prima lavoravo molto all’interno del corpo di un personaggio. Adesso cerco di creare un mondo intorno al personaggio. In questa serie di lavori ad esempio i soggetti sono direttamente ispirati da un romanzo di Nick Cave, Bunny Arrow, dove il protagonista è ossessionato dai conigli. Oggi sono ritornato un po’ ai lavori che facevo a vent’anni, agli sketchbooks per esempio. I lavori su Ratzinger, Frida, sono solo divertimento ormai”.
“Quali sono i tuoi punti di riferimento?”.
“Non ne ho di specifici. Ci sono alcuni artisti che mi influenzano, anche indirettamente. Andrea Gaggiolo, un artista italiano che vive a San Gallo, mi ha dato tantissimo. Lui lavora molto con geometrie fluorescenti, in particolare con l’arancione, e dopo esserlo andato a trovare mi sono accorto che anch’io usavo l’arancione, anche se inconsciamente. La musica mi condiziona molto, è il 70 per cento. Una volta individuata la forma nel testo di una canzone, trovo un collegamento con la realtà. Nick Cave, Tom Waits e Johnny Cash sono i miei mentori”.
“Come sei passato dal disegnare per hobby a farlo diventare un mestiere?”.
“Ho semplicemente spedito diversi lavori a delle gallerie. Una mi ha offerto di partecipare a una collettiva e da lì sono finito a Roma, Parigi, Vancouver, Berlino…”.
“Perchè sei tornato ad Arcidosso? Roma non era d’ispirazione?”.
“Preferisco paesini come Arcidosso, dove puoi lavorare in tranquillità e tutto funziona lentamente. C’è chi si annoia, ma per me questo è il posto più creativo del mondo”.
La vita di Paese tritura il tempo, lo lascia sgocciolare fuori dalle finestre, lungo le grondaie, e le ore strisciano calme attraverso le vie ciottolate, si sciolgono fino a diventare un’enorme pozzanghera scura ai piedi della porta in legno massiccio, mentre dall’altra parte una legione di conigli verdi mastica nell’ombra l’insensatezza del mondo.

micheleguidarini.tumblr.com

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Mondo Bizzarro Gallery

Tutti matti per l’Arte
Nel paese di Arcidosso un gruppo di ragazzi gestisce due attività a sociali: il Quadrifoglio e lo Scoiattolo.
Filippo Raffi, grafico e impiegato della Onlus il Quadrifoglio, si occupa di gestire il progetto “Lo Scoiattolo”, una legatoria che impiega persone instabili e disadattate. “Il progetto “Tutti Matti Per l’Arte” è la nostra ultima creazione”, ci spiega Filippo. “Produciamo a mano delle agende, gli artigiani che le preparano sono persone mentalmente instabili o con situazioni problematiche. Le immagini sono concessione di artisti che ci hanno aiutato nell’impresa, come Michele Guidarini. Il nostro scopo è realizzare un prodotto di qualità, dove il valore aggiunto sono le persone che vi hanno lavorato. Con questo progetto siamo riusciti ad uscire dalla nostra regione e i prodotti che vendiamo iniziano ad essere apprezzati in tutta Italia. Per chi li produce è motivo di grande orgoglio”.
Filippo e i ragazzi dello Scoiattolo lavorano strenuamente, nonostante i costi e i margini di guadagno ridotti, per dare un senso alla parola arte nei fatti. Chi volesse saperne di più visiti il sito www.