Facilitazione e Formazione
Quando non basta riunire le persone nella stessa stanza.
Un gruppo può avere tutte le competenze necessarie e continuare comunque a girare intorno allo stesso problema.
Riunioni lunghe, opinioni che si sovrappongono, decisioni che restano implicite o formazione che finisce senza cambiare il modo di lavorare.
Progetto e conduco workshop e percorsi formativi che aiutano le persone a confrontarsi meglio, costruire conoscenza insieme e trasformarla in decisioni, strumenti e azioni applicabili nel lavoro quotidiano.
Facilitazione
La facilitazione serve quando le persone coinvolte possiedono una parte importante delle informazioni necessarie, ma hanno bisogno di un processo che permetta di farle emergere, confrontarle e trasformarle in un risultato condiviso.
Può servire per definire priorità, prendere decisioni, confrontare alternative, progettare servizi o processi, affrontare un cambiamento e tradurre una strategia in attività operative.
Progetto il processo che permette alle persone giuste di far emergere le conoscenze disponibili e costruire insieme una risposta.
Formazione
Imparare facendo
Alterno concetti, esempi, confronto e applicazione attraverso casi, canvas, esercitazioni e attività facilitate.
L’obiettivo è imparare a utilizzare un metodo, adattarlo al contesto e riconoscerne i limiti.
I percorsi possono riguardare strategia e marketing, business design, comprensione del cliente, customer journey, collaborazione e processi decisionali, strumenti visuali e utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale nel lavoro.
Insegno in:
Metodi e certificazioni
La mia cassetta degli attrezzi
Utilizzo metodi e strumenti provenienti da business design, design thinking, facilitazione e apprendimento attivo, scegliendoli e adattandoli in funzione del problema. Continuo a formarmi, integrando approcci provenienti da discipline diverse.
Facilitazione maieutica
La facilitazione maieutica è un metodo di conduzione dei gruppi che aiuta le persone a far emergere soluzioni e conoscenze già presenti all'interno del team, senza imporre risposte dall'alto. L'approccio si ispira all'antica maieutica socratica (l'arte della levatrice) ed è stato codificato nel contesto manageriale e organizzativo da Fabrizio Faraco, stimato professionista nonché mio Maestro in questa disciplina.
Con LSP si possono esplorare, per esempio:
- identità e cultura aziendale;
- visione e strategia;
- priorità e criteri decisionali;
- processi e flussi di lavoro;
- relazioni tra stakeholder;
- customer journey ed esperienza cliente;
- ostacoli e criticità;
- scenari futuri e strategie di risposta.
- rischi e opportunità;
- trasformazioni organizzative;
- innovazione e sviluppo di nuove idee;
- valori e principi condivisi;
- allineamento tra persone, team, funzioni e reparti;
- comprensione di sistemi complessi;
LEGO® SERIOUS PLAY®
Il LEGO® SERIOUS PLAY® è un metodo di facilitazione che usa la costruzione con mattoncini LEGO per rendere visibili idee, percezioni, relazioni e problemi complessi.
Attraverso l’uso della metafora si costruisce un modello che non rappresenta necessariamente la realtà in modo letterale. I partecipanti attribuiscono significati a forme, colori, posizioni e connessioni, riuscendo così a esprimere concetti astratti, intuizioni e aspetti difficili da formulare solo a parole.
Il suo valore sta nel fatto che ogni partecipante costruisce, racconta e rende visibile il proprio punto di vista, che può poi essere collegato a quello degli altri per costruire una comprensione condivisa.
Design Thinking
Il Design Thinking è un approccio progettuale centrato sulle persone, utile per comprendere bisogni, problemi e contesti prima di sviluppare una soluzione.
Il processo viene spesso descritto attraverso alcune fasi ricorrenti:
Empatia — comprendere persone, bisogni, comportamenti e contesto.
Definizione — mettere a fuoco il problema reale da affrontare.
Ideazione — generare alternative e possibili soluzioni.
Prototipazione — rendere le idee abbastanza concrete da poterle osservare e discutere.
Test — raccogliere feedback, imparare e migliorare la soluzione.
Queste fasi non sono necessariamente lineari: si può tornare indietro, riformulare il problema o modificare una soluzione sulla base di ciò che emerge.
Il Design Thinking non serve solo a creare nuovi prodotti o servizi. Può essere utilizzato anche per ripensare processi interni, migliorare esperienze di clienti e collaboratori, affrontare problemi complessi, facilitare il cambiamento, esplorare opportunità e testare rapidamente idee prima di investire risorse.
A questi affianco strumenti come Business Model Canvas, Value Proposition Canvas, Jobs to Be Done, Customer Journey, stakeholder e process mapping, tecniche di prioritizzazione e decisione, visual thinking e prototipazione.
Scelgo il metodo dopo aver chiarito l’obiettivo.
Workshop, formazione o entrambe?
Facilitazione e formazione hanno obiettivi diversi, ma condividono una stessa idea: le persone apprendono e decidono meglio quando lavorano attivamente sui problemi che le riguardano.
Workshop facilitato
Serve principalmente a far avanzare un problema reale dell'organizzazione.
- non si arriva a una decisione;
- una scelta richiede conoscenze distribuite tra persone e funzioni diverse;
- bisogna tradurre la strategia nel lavoro quotidiano;
- un gruppo deve affrontare un problema nuovo o complesso;
Formazione
Serve principalmente a sviluppare competenze che le persone potranno riutilizzare.
Percorso misto
Permette di imparare un approccio applicandolo contemporaneamente a un problema reale dell'azienda.
Spesso è proprio questa terza modalità a essere la più utile: il progetto avanza e, nel frattempo, le persone acquisiscono strumenti che restano in azienda.
Anche il disaccordo serve. Una sessione ben facilitata permette a differenze, dubbi e interessi diversi di diventare visibili abbastanza presto da poter essere affrontati. L’obiettivo è arrivare a una decisione comprensibile e a un modo chiaro per procedere, anche quando non tutti condividono la stessa posizione.
Come progetto una sessione
Prima
Chiarisco quale risultato dobbiamo raggiungere, chi deve contribuire, quali informazioni servono e quali decisioni possono realmente essere prese. Solo dopo scelgo il metodo.
Durante
Alterno lavoro individuale, confronto in piccoli gruppi e momenti collettivi, rendendo visibili informazioni, divergenze, alternative e decisioni.
Dopo
Deve rimanere qualcosa di utilizzabile: una decisione, priorità, criteri condivisi, un piano, un canvas, un prototipo o una modalità di lavoro.
Avete bisogno di far lavorare un gruppo su qualcosa che conta?
Capiamo insieme se serve un workshop facilitato, un percorso formativo o una combinazione dei due.