La calligrafia araba, punto d’incontro tra l’umano e il divino

Nov 13, 2014

Testo: A. Ventola | Fotografie: E. Turienzo | Editore: Syndicom | Data: 18 aprile 2013 | PDF

Dalla Thailandia alla Malesia. Il nostro viaggio alla scoperta delle tecniche di stampa asiatiche procede. Nella moderna città di Shah Alam, vicino a Kuala Lumpur, incontriamo un giovane maestro di calligrafia araba che ha dedicato tutta la vita all'arte.

Malesia Abdul Baki Abu BakarForse Kuala Lumpur è proprio come te l'aspetti.
Dopo tutti i racconti dei compagni di viaggio hai già in testa una piantina dettagliata della città. Sai che troverai grattacieli e ristoranti, quartieri grondanti lusso e modernità, superstrade e sopraelevate, hippies in carriera che sfrecciano su bolidi color crema e bar karaoke superaffollati. E sai che troverai le torri. Le Twin Towers, due colossi di vetro che scintillano nella notte, giganteggiano sopra la folla di curiosi, arrivata da tutto il mondo per incontrare Louis Vuitton, Hermes, Coco Chanel.
Forse Kuala Lumpur è come te l'aspetti. O forse no. Forse, come in tutte le città, questa è solo la superficie patinata sulla quale scivolano i turisti. E sotto, nelle viscere buie della metropoli, c'è dell'altro.
Guidati da radar invisibili muoviamo come sonnambuli nelle strade trafficate, senza marciapiedi, l'asfalto distrutto dai continui lavori in corso. La città sembra dover ancora prendere forma. Un animale in cemento e carne che scalpita per abbandonare l'utero della terra. E attorno a lei si ergono le sorelle minori, città periferiche che vivono all'ombra della capitale. Come Shah Alam, dove incontriamo il maestro di calligrafia araba Abdul Baki Abu Bakar.

Abdul ci accoglie nel suo studio privato, gestito insieme ai suoi soci, un architetto e un contabile.
Ma è lui l'artista. 38 anni, da 26 pratica giornalmente la calligrafia. Abdul ci spiega che per intraprendere la carriera di calligrafo ci sono due strade: la prima è quella tradizionale, dove ogni giorno per tre anni lo studente deve sottoporre al maestro le tavole da correggere fino a quando non acquisisce il grado di mastro calligrafo. La seconda è la via moderna, che consiste nel seguire lezioni settimanali, svolgere i compiti e infine sostenere un esame.

Malesia Abdul Baki Abu Bakar Malesia Abdul Baki Abu Bakar

Abdul insegna una volta a settimana e sottolinea come uno studente, oltre a conoscere l'arte, debba anche saper utilizzare i software grafici. Senza la padronanza di questi, il raggiungimento dell'obiettivo é parziale. Ma è l'allenamento la vera chiave del successo. "Scrivo almeno un'ora al giorno. A 20 anni ho calligrafato un intero Corano. Ho impiegato 3 anni, giorno e notte, per finirlo" spiega il maestro.
Poi aggiunge: “L'arte islamica si concentra essenzialmente sulla calligrafia. La riproduzione di figure umane è spesso evitata, in quanto comporterebbe un peccato di idolatria contro Allah. Per noi musulmani la scrittura non è solo un modo per comunicare, quanto un'espressione visibile dell'arte più elevata: l'arte spirituale”.
La calligrafia funge dunque da collegamento fra i paesi islamici. Il dovere che ha ogni musulmano di imparare e scrivere il Corano ha contribuito a sviluppare e diffondere l'arte della calligrafia araba.

Malesia Abdul Baki Abu Bakar

Per quanto concerne l'uso quotidiano, l'impiego esula dai connotati religiosi. Un tempo una delle forme più diffuse di calligrafia araba era la tughra, il sigillo dei sultani ottomani usato nei documenti ufficiali e concepita dal calligrafo di corte.

Malesia Abdul Baki Abu Bakar Malesia Abdul Baki Abu Bakar

Oggi è il logo. Le imprese, i sovrani moderni, pretendono un logo che sia unico e riconoscibile. Abdul ci mostra alcuni dei suoi loghi. Il suo lavoro è richiesto in tutto il mondo, in particolare nel Sud-est asiatico e in Medio Oriente. La costante crescita della comunità islamica sta portando alla costruzione di numerose moschee e spesso ad Abdul vengono commissionate calligrafie sulle pareti degli edifici religiosi. "Si tratta di un ottimo business. Per farvi un esempio, il progetto calligrafico studiato per la moschea di Putrajaya, realizzato dal mio maestro, ha un valore di 6 milioni di Ryngit (ca. 2 mio di franchi)".
La complessa arte calligrafica araba è ottenuta con strumenti molto semplici.
"Lo strumento tradizionale del calligrafo arabo è il qalam, una penna di bambù che il calligrafo confeziona autonomamente; l'inchiostro è spesso colorato, e con grandi variazioni di intensità, in modo da conferire dinamicità alle parti più grandi. Io uso principalmente il nero, in quanto mi consente una miglior digitalizzazione del lavoro per la conseguente lavorazione in vettoriale".
Il maestro, finita l'intervista, ci porta a visitare la Moschea Blu di Shah Alam. All'esterno, in un cortile deserto, con il sole tropicale che crogiola nel cielo, contempliamo la maestosità dell'arte al servizio di Dio.
Al cospetto dell'imponente moschea, la sensazione è che l'uomo sia in grado di raggiungere picchi artistici di bellezza incomparabile, e quando questi sono al servizio della fede la loro magnificenza risulta essere ancora più grande.

Malesia Abdul Baki Abu Bakar