Testo: A. Ventola | Fotografie: E. Turienzo | Editore: Syndicom | Data: 19 settembre 2014 | PDF
Il viaggio alla scoperta di calligrafi e stampatori prosegue. Ci troviamo in Laos, nella piccola e incantevole città di Luang Prabang. Qui Joanna Smith e Veomanee Duangala hanno creato un atelier-laboratorio nel quale la tradizione tessile laotiana sposa le tecniche di stampa moderne, con risultati dalla qualità ineccepibile, contribuendo al sostentamento dei piccoli villaggi e della manodopera locale.
Dopo una settimana trascorsa nei villaggi a nord del Laos, in eremitaggio, tra mucche e galline e nessuno che parla inglese, perfettamente a nostro agio nel ruolo di contadini improvvisati, ritorniamo alla vita da città, nella suggestiva Luang Prabang.
A cavallo di due grazielle pedaliamo sotto il sole accecante, diretti al Centro Ock Pop Tok, incastonato fra una stradina sterrata e una vista mozzafiato sul fiume.
Veniamo accolti dalla guida, Mr. Thong, dato che le fondatrici si trovano negli Stati Uniti per promuovere la loro attività.
"Il progetto ha visto la luce nel 2000” spiega Thong, “Quando Joanna Smith, una giovane fotografa britannica, e Veomanee Duangala, tessitrice locale, decisero di collaborare per preservare i processi di tessitura e tintura della seta, tramandati di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Ock Pop Tok in laotiano significa East meets West".

Ma qual è lo scopo del Centro?
"Creiamo opportunità economiche nei villaggi rurali di tutto il Laos” prosegue Thong. “Aiutiamo a sviluppare diverse gamme di prodotti, combinando la tradizione laotiana alla conoscenza del mercato. I nostri tessitori, tintori, grafici e sarti combinano le loro abilità per supportare gli artigiani e garantire agli acquirenti una qualità ineccepibile dei prodotti".
"Quali sono i benefici concreti della vostra iniziativa?"
"Abbiamo ridotto le condizioni di povertà in cui versano le famiglie. Nelle aree rurali le possibilità di guadagno sono molto limitate. Alcuni gruppi etnici, trovandosi in zone remote del Laos, hanno serie difficoltà nel commerciare i loro prodotti. Noi gli commissioniamo alcuni tessuti e facciamo da tramite per la vendita. Nel villaggio di Ban Chabuae l'attività principale era la coltivazione di oppio. Quando il governo decise di sradicare le coltivazioni, il villaggio si trovò senza lavoro. Con il sostegno di Ock Pop Tok è stata reintrodotta la tintura con pigmenti naturali e recuperata la tessitura tradizionale e ora la produzione artigianale è in grado di sostentare l'intero villaggio”.
"Sui vostri prodotti c'è anche il marchio Fair Trade, di cosa si tratta?".
"È un movimento mondiale che tutela i lavoratori dei paesi poveri. All'artigiano viene corrisposto il giusto prezzo per ogni prodotto, riconoscendone il valore. Gli artigiani restano indipendenti e i bambini non sono sfruttati come manodopera sottopagata. Inoltre vengono assolutamente rispettate le condizioni ambientali dei villaggi laotiani".
"Chi partecipa alle attività del Centro Ock Pop Tok?".
"Il Centro accoglie apprendisti e persone interessate ad uno stage formativo. Le donne dei villaggi spesso si recano al centro per riprendere tecniche dimenticate e apprendere nuove conoscenze. Quotidianamente offriamo corsi di una o mezza giornata ideali per visitatori con poco tempo a disposizione. Esattamente come quello sulla colorazione naturale che state per fare voi".
Thong ci accompagna nella cucina dove vengono preparate le tinte e ci illustra le tecniche di colorazione con i pigmenti naturali.
“Il procedimento di colorazione con pigmenti naturali è intenso e richiede molta conoscenza, ma consente di ottenere effetti dalla delicatezza superiore alle sostanze chimiche. Alcuni procedimenti di tintura sono legati a credenze ancestrali, altri colori sono ottenibili solo in alcune stagioni. I procedimenti possono essere a caldo o a freddo e i mordenti utilizzati variano a dipendenza del pigmento scelto (vedi schema). Le quantità variano a dipendenza dell'intensità che si vuole ottenere. Generalmente per ogni 25 gr di filato o tessuto è necessario usare 25 gr di foglie, bacche o fiori; oppure 50-75 gr di scorza o corteccia; oppure 15 gr di spezie.
Per colorare un tessuto in arancione si procede per esempio così:
- Pulire l'annatto e bollire i semi per ca. 30 minuti.
- Aggiungere il mordente.
- Immergere la stoffa nel bagno di colore precedentemente filtrato e riscaldarlo per ca. 30 minuti.
- Risciacquare la stoffa con acqua corrente fredda fino a quando l'acqua è nuovamente limpida.
- Immergere la stoffa in una bacinella con acqua e ammorbidente
- Risciacquare
- Lasciare asciugare la stoffa.
Terminata la visita ringraziamo Thong e lasciamo il centro con occhi sognanti, convinti che quando l'arte sposa il sostentamento di un popolo, la bellezza dell'opera risulta ancora più struggente.
Progetto Passa Paa:
Il neonato progetto Passa Paa (Il linguaggio dei vestiti) reinterpreta la tradizione conferendole un design moderno. Il progetto è seguito da Heather, sorella di Joanna, designer londinese. Le comunità Akha, Hmong e Lanten, hanno introdotto Heather alle tecniche di colorazione e all'utilizzo dei pigmenti naturali. La prima collezione di Passa Paa si basa sui tessuti in batik prodotti dagli Hmong: gli elementi decorativi tradizionali sono reinterpretati in una versione moderna e accattivante e stampati a mano in serigrafia.
Il risultato del lavoro svolto da Passa Paa è un miscuglio magico e affascinante, che apre gli occhi sulle nuove frontiere dell'artigianato tessile e del design.
Un libro per ogni bambino
Il Laos è un paese povero con un alto tasso di analfabetismo. Molti dei ragazzi che vivono nei villaggi non hanno accesso ad alcun tipo di informazione. The Big Brother Mouse è un'associazione che si occupa di diffondere la cultura tramite la pubblicazione di libri mirati, distribuendoli nei villaggi rurali. La stampa è sostenuta economicamente da sponsor privati o da aziende. Maggiori informazioni su www.bigbrothermouse.com




