Performprint: un viaggio onirico tra stampa, materia, ego e mascolinità

Nov 11, 2014

Testo: A. Ventola | Fotografie: E. Turienzo | Editore: Syndicom | Data: 01 novembre 2013 | PDF

Il viaggio a caccia di stampatori e calligrafi continua. I nostri pregiudizi nei confronti del Western Australia vengono subito contraddetti. Il museo del W.A. espone “Picasso to Warhol, 14 maestri contemporanei” e in breve assistiamo a ben 3 premiazioni legate alla stampa.

Performprint Michael Meneghetti e Joel Gailer Performprint Michael Meneghetti e Joel Gailer

Il Fremantle Arts Centre Print Award è uno dei premi più ambiti dalle promesse australiane del mondo underground. Al “Big Weekend of Print” assistiamo allo show di una coppia di artisti che fa della stampa un'attività viva e moderna, relazionandola alle performance dal vivo e a filmati integrativi. La performance tratta il rapporto ambivalente tra ego e mascolinità attraverso tecniche di stampa fisiche ed energiche.

Il cortile dell'Art Center di Fremantle è assediato da una pioggia pungente.
 Michael Meneghetti e Joel Gailer sono sul palco. Entrambi concentrati, si muovono in simbiosi, gemelli contaminati dalla stessa radiazione artistica. La voglia di incanalare le informazioni e tradurle in qualcosa di diverso. Estrapolare nuovi significati dalla quotidianità. Contagiare, infettare il pubblico. Allarmarlo.
"Qualcosa sta succedendo. Qualcosa deve succedere" dice Gailer. “ Il mondo underground è in fiamme, nonostante la borghesia voglia soffocarci”.
La scena é pronta. Quattro televisori legati ad un albero, lo schermo rivestito da vernice verde. Tre surfiste, con muta e tavola sottobraccio, passeggiano sullo sfondo. Una piramide di scatole “warholiane”. Una rampa. Una pressa tipografica con la quale Gailer stampa “the male ego” e poi lo sparge a terra. Intanto Meneghetti - martello in mano, guanti da lavoro e canotta sporca di inchiostro - inchioda un brandello di pelle di maiale ad una tavola. Più tardi la marchierà a caldo con una scritta. Meneghetti è l'artista lavoratore, ama il contatto con la materia. Gailer sembra il più concettuale dei due. Indossa Wayfarers viola, jeans a sigaretta e Converse nere. Pare sconvolto ma deciso, ogni suo movimento diretto verso un punto preciso dello spazio.

Performprint Michael Meneghetti e Joel Gailer
Niente è lasciato al caso.
 Ora Gailer è in piedi sulla piramide di scatole con un megafono. Legge alla folla un comunicato. Il cielo è denso, le nubi accartocciate in un grugno cattivo, definitivo.
"Nessuno di voi è originale. Siete tutte copie, amici miei. Copie su copie. Sia ben chiaro, voi non esistete". Qualcosa va a fuoco. Meneghetti traffica con una fornace nella quale bruciano messaggi di carta, poi afferra un triciclo e dalla rampa si lancia sopra alcune sagome di cartone, inchiostrandole con la scritta “say again no”.
Scatta una sirena. I due artisti afferrano una corda e la tirano, uno da una parte e uno dall'altra. Rimangono fotografati così, immobili, bloccati, i muscoli in tensione. Alcuni ragazzi sghignazzano. I due sono soli in mezzo al disastro. Concentrati. Poi si rimettono all'opera. Nell'etere si propaga una melodia sinistra, un nastro che si ripete, una frase che deve entrare nel cervello di chi ascolta e creare un impatto. La gente va e viene, a tratti incuriosita a tratti divertita, quasi mai attenta. Sembra che tutti stiano aspettando che inizi lo spettacolo, ma forse é già iniziato e non si tratta di uno spettacolo, quanto della trasmissione di un messaggio, la condivisione di qualcosa. "Solo una volta che ci saremo resi conto di essere incatenati potremo cercare le chiavi", la voce di Meneghetti scende da una scalinata sullo sfondo del cortile. Gailer parla con un gruppo di ragazze. Il sole esce a sprazzi. "La stampa è il mezzo migliore per trattare il mondo contemporaneo" dice Gailer a una delle interlocutrici. "Esiste una tecnologia basata sulla comunicazione e tutto ciò che ha a che fare coll'odierno mondo visuale trae la propria origine dalle tecniche storiche di stampa". Cambio di scena. Meneghetti e Gailer seduti immobili, pietrificati. Un bambino si avvicina a Meneghetti e prova a distrarlo, ma lui non apre gli occhi. Nessuno dei due si muove. "Le persone parlano tra loro senza capirsi" diceva Meneghetti due giorni prima. "Ognuno parla una propria lingua, incompatibile con quella degli altri. Ognuno esprime un pensiero contaminato dalla propria personalità". Dopo diversi minuti si alzano e ritornano al lavoro. Meneghetti timbra alcuni foglietti che poi strappa. Joel Gailer inchiostra dei grandi caratteri tipografici e li stampa. I visitatori scattano foto e sorridono. Vanno e vengono. Come un fiume in secca, un ruscello che perde vitalità e sta per asciugarsi del tutto.
E la pioggia sottile, acida, riprende a battere il terriccio erboso.

Performprint Michael Meneghetti e Joel Gailer Performprint Michael Meneghetti e Joel Gailer Performprint Michael Meneghetti e Joel Gailer

Biografia:
Joel Gailer
vive a Melbourne. È filosofo e artista sperimentale. Da studente si avvicina alla fotografia, poi alla pittura e da ultimo alla stampa, che diventa la base della sua produzione. Le opere di Gailer sono minimaliste, arti visuali ridotte all'osso. La sua ricerca è nella stampa che ha permeato il mondo, nel paesaggio industriale. Gailer vuole dimostrare che la stampa è ovunque, che vi è stata un'evoluzione, ma al contempo bisogna recuperarne le origini per progredire. Secondo Gailer la stampa non é elitaria, ma democratica e divertente. E la sua opera più celebre lo urla a gran voce: “Printmaking is so hot right now!”.

Michael Meneghetti è videomaker e performance-artist, scultore e curatore. Tra i temi che maggiormente lo intrigano ricorre sovente l'isolazione nel mondo rurale e nell'immigrazione. Dal 2008 gestisce con l'amico Adrian Doyle “Propaganda Window”, uno spazio a disposizione di video-artisti libero dalle imposizioni delle gallerie d'arte. Collabora con un gruppo a servizio della comunità per aiutare i giovani disadattati, creando opportunità di sviluppo attraverso l'arte. Alterna al lavoro lunghi periodi di viaggio. Attualmente si trova nel Sud-est asiatico.